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Tunisia: il numero degli arresti a seguito delle proteste sale a 328

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Terza notte consecutiva di proteste contro il carovita e di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in Tunisia. Il portavoce del ministero dell’Interno, Khalifa Chibani, ha dichiarato questa mattina che la nottata appena trascorsa e’ stata più calma delle precedenti, mentre gli arresti solo saliti a 328. Secondo Chibani, tuttavia, dei terroristi si sarebbero infiltrati tra i dimostranti, approfittando della situazione di caos per perpetrare attacchi. Il portavoce ha sottolineato che sette persone sono attualmente ricercate e che il bilancio tra le forze di sicurezza (solo di ieri sera) è  di 21 feriti e dieci auto danneggiate. I supermercati e i negozi del paese hanno chiuso in anticipo, alle 19 invece che alle 22, orario di chiusura abituale. Un’imponente dispositivo di sicurezza e’ stato schierato a Citè Ibn Khaldoun (Tunisi) prevenire possibili attacchi. Qui, il comandante in capo della Guardia nazionale tunisina, Chokri Rahhali, si e’ recato in visita di persona per ispezionare il lavoro delle unita’ schierate sul posto e informarsi sulla situazione.

Proteste sono state registrate a Tebourba (a nord di Tunisi), dove un manifestante e’ morto in circostanze ancora da chiarire lunedì 8 gennaio. L’autopsia dell’uomo di 43 anni, già definito “martire” dagli attivisti, è attesa per oggi. I testimoni riferiscono che l’uomo è stato investito da un autoveicolo della polizia, mentre gli organi di sicurezza hanno subito identificato nell’asma cronica, da cui il manifestante era affetto, il motivo del decesso. Gruppi di giovani si sono riuniti nella periferia sud della capitale, in particolare a Hammam Lif e a Chaabia, incendiando pneumatici e generando scontri con la polizia. Gli uomini delle forze di sicurezza hanno risposto, secondo quanto riporta la BBC con cariche e lanci di lacrimogeni.

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