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Tunisia, l’Unione Patriottica Libera rientra nell’Accordo di Cartagine

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L’Unione patriottica libera (Upl) ha deciso di rientrare nell’Accordo di Cartagine, il documento programmatico che nell’estate del 2016 ha portato alla formazione dell’attuale governo di unità nazionale della Tunisia. È quanto emerge da una riunione tenuta ieri tra la formazione politica del fronte laico Nidaa Tounes, il partito democratico musulmano Ennahda e l’Upl. Quest’ultimo partito conta 12 deputati nell’Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp), il parlamento monocamerale tunisino.
Durante le consultazioni, riferisce Nidaa Tounes attraverso un comunicato, i partiti hanno potuto esaminare la situazione di crisi nella Tunisia meridionale, recentemente colpita da forti piogge e inondazioni, nonché il progetto di legge finanziaria 2018, oltre alla necessità di nominare un presidente per l’Istanza superiore indipendente per le elezioni (Isie).
Alcuni esponenti dell’Upl avevano manifestato nei mesi scorsi il proprio dissenso nei confronti delle disposizioni finanziarie del governo, aprendo una spaccatura nella forza politica che aveva portato il partito ad abbandonare l’Accordo di Cartigine.

 

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