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Incerto il bilancio delle vittime

Terremoto devastante in Iran e Iraq
Incerto il bilancio delle vittime

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Il bilancio sale di ora in ora ed è drammatico. Almeno 61 persone sono morte in Iran, 6 in Iraq, nel terremoto che ieri sera, poco dopo le 21 ora locale, ha colpito l’area al confine tra i due Paesi. I feriti sono oltre 500, di cui oltre 300 solo in Iran. Sono i numeri forniti in serata dal capo dei servizi medici di urgenza iraniani, Pirhossein Koulivand, e dalle autorità irachene, citate dalla tv di Stato di Teheran. La forte scossa, di magnitudo 7.2, ha avuto epicentro in territorio iracheno, nella provincia curda di Sulaymaniyya, a una profondità di quasi 40 km.
Così violenta da essere avvertita in tutta la regione, da Israele fino al Pakistan, passando per la Turchia, gli Emirati Arabi uniti, il Kuwait, il Libano. Subito dopo la scossa, i social network di tutti questi Paesi sono stati invasi da video con scene di panico, con la gente che si è riversata nelle strade in preda al terrore. L’Unità di crisi della Farnesina è sin dai primi momenti al lavoro per verificare l’eventuale presenza di italiani nell’area. Su Twitter si “ricorda il numero della sala operativa dell’Unità di crisi, attiva h24: +390636225”, per raccogliere segnalazioni e richieste di assistenza da parte di eventuali connazionali coinvolti.
Quattordici le province iraniane colpite dal sisma. La corrente elettrica è saltata nelle città di Mehran e Ilam, nell’ovest dell’Iran, 35 le squadre di soccorritori al lavoro. Tra le cittadine più colpite quella di Ghasr-e Shirin, appena al di là del confine con l’Iraq, dove si sono registrate le prime vittime. “Alcuni feriti potrebbero essere intrappolati sotto le macerie a Ghasr-e Shirin”, ha avvertito il capo dell’organizzazione iraniana per la gestione dei disastri, Esmail Najar.
In Iraq si contano invece almeno quattro vittime a Darbandikhan, nella provincia di Sulaymaniyya, riferisce la tv curdo-irachena Rudaw, secondo cui, poco prima del sisma, la stessa zona era stata colpita da una prima scossa di magnitudo 4.5. Decine di feriti sono stati trasportati negli ospedali della provincia, altri sono stati soccorsi in quello di Erbil, il capoluogo del Kurdistan iracheno. “Non ci sono notizie precise a causa nel numero crescente di feriti. Alcune case sono crollate, non sappiamo se vi fossero persone all’interno”, ha detto il sindaco di Darbandikhan, Nasih Mala Hassan. Con un appello diffuso dalla televisione di stato, l’Ente meteorologico dell’Iraq ha invitato la popolazione a non rientrare nelle case e a stare lontani dagli edifici.

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