Home Europa Russia: per Gazprom possibile carenza di gas in Europa nei prossimi 10 anni 

Russia: per Gazprom possibile carenza di gas in Europa nei prossimi 10 anni 

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di Francesco Petronella

Se l’Europa non aumenterà le forniture di gas dalla Russia, si troverà di fronte ad un deficit ed un aumento dei prezzi nel prossimo decennio; il volume delle consegne di combustibile dagli Stati Uniti e dal Qatar non sarà in grado di soddisfare la domanda dei paesi europei. Questo è’ quanto ha dichiarato dal vicepresidente di Gazprom, Aleksander Medvedev.

Gazprom nel 2019 avvierà forniture di gas su larga scala in Cina. Tuttavia, Medvedev afferma che la società russa sarà in grado di soddisfare la domanda sia dell’Europa che dell’Asia. A suo parere, l’Unione Europea dovrebbe definire le fonti di approvvigionamento di gas in un prossimo futuro per soddisfare la crescente domanda con la produzione in calo. Le esportazioni di Gazprom verso l’Ue sono aumentate dell’8% nel 2017, raggiungendo un livello record di 194 miliardi di metri cubi, sulla base della forte domanda e dei prezzi bassi. La quota della compagnia russa nel mercato europeo attualmente e’ del 35%.

Le parole del leader del colosso energetico russo non destano stupore, dal momento che la Russia utilizza il proprio ruolo di fornitore di gas naturale come carta da giocare anche in termini di politica internazionale. I rapporti tra Mosca ed i paesi confinanti sono quasi sempre commisurati alla necessità che tali paesi hanno degli approvvigionamenti energetici russi. Un esempio, in tal senso, è la Germania di Angela Merkel, il cui fabbisogno energetico è soddisfatto in larga parte dai gasdotti russi. Non è un caso se la “locomotiva d’Europa”si dimostra sempre piuttosto tiepida nel prendere posizione contro il Cremlino in dispute di politica internazionale (si tratti di Crimea, Ucraina o Siria, poco importa). La consapevolezza che Mosca potrebbe da un momento all’altro chiudere i rubinetti è una spada di Damocle con cui Berlino deve sempre fare i conti.

Non a caso i paesi dell’Ue cercano da tempo fonti alternative ridurre la propria dipendenza dalla Russia per le forniture di gas. L’Italia, ad esempio, importa il 92% del suo intero fabbisogno annuale di gas e lo fa principalmente da Russia e Algeria. Tuttavia, a settembre, il Bel Paese ha ricevutola prima nave carica di gas liquefatto proveniente dagli USA, arrivata presso il rigassificatore di Rovigo. Il commercio di gas liquefatto tramite navi-container rappresenta un tentativo americano per svincolare i paesi Ue, in particolare gli alleati Nato, dalla dipendenza energetica verso Mosca, attraendoli ancor più nella propria sfera di influenza economica e politica.

Questo tipo di iniziativa da parte degli Usa è comprovata dal fatto che, nonostante Donald Trump abbia più volte sostenuto la necessità di un ritorno al carbone come fonte di energia, le stime dell’ultimo “Short Term Energy Outlook” evidenziano in modo chiaro che l’elettricità prodotta dal gas naturale dovrebbe toccare quest’anno la quota del 33% per salire al 34% nel 2019 (era al 32% nel 2017).

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