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Marine Le Pen, ecco perché le idee chiare non bastano a convincere tutti i francesi

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di Roberto Esse

Per Marine Le Pen, adesso o mai più. L’ambiziosa leader del Fronte Nazionale vuole sfruttare nel migliore dei modi la grande occasione. Larghi consensi fra l’eterogenea popolazione francese autorizzano a tentare il tutto per tutto per centrare il sogno di una vita. Piace alla gente comune, per quella sua ferma determinazione nel voler mettere il popolo della Francia al di sopra di ogni cosa. Una ideologia evidente e fin troppo nazionalista. Posizioni nette fino all’esasperazione. Messaggi condivisi ed accolti con entusiasmo da quanti mettono al primo posto la conservazione dell’identità della Nazione; la sua crescita e la difesa da massicce dosi di immigrazione che rischierebbero di fare perdere di vista il più importante dei suoi principi Un personaggio costruito negli anni. Sbirciando, fin da bambina, fra i pensieri e le parole del suo maestro Jean Marie. Prima un papà, poi una guida da seguire ed infine un personaggio scomodo che ha visto espellere da quel movimento, il Fronte Nazionale, fondato proprio dall’ormai vecchio leader.

Fa paura più del suo papà Marine. Ha fatto risvegliare anche Hollande che dopo aver dichiarato al mondo di voler lasciare, adesso tentenna. Vorrebbe ritornare sui suoi passi. Lancia messaggi di coesione, se fosse possibile vorrebbe innalzare muri per bloccarne l’avanzata.

Il vero nemico della più amata dai francesi è il doppio turno del sistema elettorale. L’ultimo sondaggio recita che al primo turno Le Pen dovrebbe avere il 26%, alle sue spalle Macron con il 25 e più staccato Fillon con il 21. Le note dolenti arriverebbero al ballottaggio che la vede sempre perdente sia con Macron (38 per cento contro il 62 per cento dei voti) sia con Fillon (60 contro 40). Una coalizione del resto del Paese che non le darebbe scampo.

Ha poco più di un mese Marine Le Pen per convincere il resto dei suoi connazionali. Magari rivedendo qualcuna delle posizioni troppo nette, per creare altro consenso. Ci potrebbe stare bene anche un po’ di apertura verso la religione. Laica convinta è anche contraria ad ogni tipo di insegnamento o pratica spirituale nelle scuole. Ed ha anche lo stesso lasso di tempo per risolvere le grande con la giustizia che nel frattempo le esplodono intorno. Il suo nome c’è nell’inchiesta per le assunzioni “allegre” degli assistenti al Parlamento Europeo ed anche in una tutta francese per un tweet con immagini forti probabilmente inviato con un pizzico di superficialità.

Basta poco per rendere vana una corsa meravigliosa. I sondaggi parlano chiaro e regalano dispiaceri. In testa al primo turno e poi perdente al ballottaggio sia contro l’indipendente Emmanuel Macron che contro il conservatore, Francois Fillon.

Continua a correre e lavorare Marine Le Pen, la grande occasione è a portata di mano. Da cogliere e realizzare prima di passare a sua volta il testimone, alle sue spalle “cresce” la nipote Marion. Oggi la più giovane parlamentare della Francia, domani le toccherà essere la nuova leader della dinastia Le Pen.

 

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