Home Oriente Grandi manovre militari in Cina: schierati caccia Su-35 sul Mare meridionale 

Grandi manovre militari in Cina: schierati caccia Su-35 sul Mare meridionale 

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La Difesa cinese ha annunciato pubblicamente per la prima volta lo schieramento di caccia Su-35 di fabbricazione russa per una missione di pattugliamento avanzato nell’area del Mar cinese meridionale, teatro dell’espansionismo marittimo di Pechino. L’Aviazione cinese ha pubblicato ieri sul proprio blog ufficiale la notizia dello schieramento dei velivoli da combattimento, tra i più moderni in dotazione alle Forze armate di Pechino, senza fornire ulteriori dettagli in merito all’operazione.

Il comunicato è stato corredato però di alcune foto e di una clip video, e sostiene che la manovra consentirà di migliorare le capacità operative a lungo raggio dell’Aviazione. Stando a una fonte citata dal quotidiano cinese “Global Times“, il pattugliamento sarebbe una risposta al recente invio nell’area di un incrociatore da parte della Marina militare Usa, nell’ambito di una operazione per la “libertà di navigazione (“Freedom of Navigation”).

Le tensioni regionali e geostrategiche localizzate nel Mar cinese meridionale, teatro di rivendicazioni territoriali incrociate e della partita tra Cina e Usa per la supremazia nell’Asia-Pacifico, si sono drammaticamente riacutizzate nel corso delle ultime settimane. Pechino, che durante il summit Asean dello scorso novembre è riuscita a piegare i paesi del Sud-est Asiatico, dissuadendoli da qualunque riferimento alle dispute territoriali, ha proseguito nei mesi scorsi il posizionamento di asset militari negli atolli contesi di Paracel, Scarborough e Spratly.

Gli Stati Uniti di Donald Trump non sono rimasti a guardare: il mese scorso Pechino ha reagito con durezza al passaggio di un incrociatore statunitense al largo delle Paracel, seguito da una significativa visita nella regione del segretario alla Difesa Usa Jim Mattis. Il passaggio dell’incrociatore statunitense, il mese scorso, è stato accolto con pesanti critiche dal ministero della Difesa cinese. La denuncia della “minaccia militare cinese” da parte degli Stati Uniti denota che questi ultimi sono intrappolati nella “mentalità della Guerra fredda”, ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa nazionale cinese, Ren Guoqiang, commentando la sinossi della Strategia di sicurezza nazionale 2018 pubblicata il mese scorso dal dipartimento della Difesa Usa.

 

Il documento, ha affermato il portavoce, imputa alla Cina “irrealistiche insinuazioni di giochi ‘a somma zero’ e provocazioni”. Pechino, ha detto il funzionario, “ha intrapreso con decisione il cammino dello sviluppo pacifico e di politiche di difesa nazionale orientate all’autodifesa“. La Cina, ha aggiunto il portavoce, non persegue una espansione militare della propria sfera di influenza, “ed è sempre stata una contributrice della pace mondiale, dello sviluppo globale e dell’ordine internazionale”.

“Sembra però che alcuni paesi non abbiano interesse alla pace e alla stabilità in quella regione, ed insistano nell’intensificare la loro presenza militare in loco”, ha detto il funzionario, in quel che è parso un riferimento al recente invio di altri bombardieri strategici Usa a Guam, ufficialmente in risposta ai programmi balistico e nucleare nordcoreani. “(Questi paesi) sono i veri autori di una manipolazione tesa a militarizzare la regione”, ha accusato il ministero degli Esteri cinese, puntando l’indice contro gli Usa, che il ministero ha invitato a “non causare problemi senza alcuna ragione” e a rispettare la sovranità della Cina. Contro l’iniziativa statunitense si è espresso nei giorni scorsi anche il quotidiano di Stato cinese “Global Times”, secondo cui le provocazioni statunitensi costringeranno Pechino ad aumentare la propria presenza militare nelle acque Mar cinese meridionale.

In un editoriale firmato dallo pseudonimo “Voce della Cina”, il quotidiano del Partito comunista cinese ha accusato gli Stati Uniti di puntare a militarizzare la regione del Mar cinese meridionale. Il “Global Times” ha rivolto agli Usa un avvertimento dai toni insolitamente minacciosi: “Se la parte in questione causerà ulteriori problemi in maniera ingiustificata e alimenterà le tensioni, la Cina non potrà far altro che trarre le proprie conclusioni: per proteggere la pace nel Mar cinese meridionale, (Pechino) dovrà rafforzare e accelerare la costruzione delle proprie capacità operative in quell’area”.

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