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Maldive in stato di emergenza: reintrodotte condanne per gli oppositori politici

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Il presidente delle Maldive ha accolto con favore l’iniziativa della Corte suprema di reintrodurre le condanne dei prigionieri politici di alto profilo, dopo l’arresto di due suoi giudici e la proclamazione dello stato d’emergenza. Decisioni di Abdulla Yameen che hanno fatto piombare il Paese nel caos, politico ma non solo. Sul presidente Yameen sono “piovute” le critiche della comunità internazionale – Italia compresa – per il rifiuto di dare seguito alla sorprendente ordinanza della scorsa settimana della Corte Suprema, che prevedeva la scarcerazione dei suoi oppositori politici e l’annullamento della condanna dell’ex presidente Mohamed Nasheed.

Nasheed, leader dell’opposizione in esilio, ha annunciato che si candiderà contro Yameen nelle elezioni presidenziali in calendario quest’anno e la sentenza della Corte Suprema era sembrata spianare la strada al suo ritorno nell’isola, considerata un Paradiso turistico. Ma ieri, i tre giudici della Corte Suprema rimasti in carica hanno reintrodotto la sua controversa condanna per terrorismo del 2015, oltre a fare marcia indietro sulla loro precedente ordinanza che prevedeva il rilascio di altri otto prigionieri politici. Un comunicato sul sito internet di Yameen ha spiegato oggi che la sua amministrazione accoglie con favore il ripensamento della Corte Suprema, arrivato a detta dei giudici “a seguito dei timori espressi dal presidente”.

La bagarre politica, che sembra tutt’altro che vicina alla conclusione, ha indotto diversi Paesi a introdurre ‘travel warning’ per le Maldive, la cui economia è ovviamente legata in modo preponderante al settore del turismo, per di più nel picco della stagione delle vacanze. Attraverso il suo portale “Viaggiare sicuri”, la Farnesina da ieri sconsiglia “i viaggi non strettamente necessari verso la capitale” Malè. Lo stato di emergenza di quindici giorni imposto a inizio settimana assicura al governo poteri allargati per arrestare e trattenere in carcere individui e limita le prerogative della magistratura e del potere legislativo.

Il capo della Corte Suprema delle Maldive, Abdulla Saeed, e un altro giudice sono stati arrestati all’alba dopo che le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nella sede dell’organismo legale nella capitale Malè. In un discorso televisivo alla nazione, Yameen ha in seguito dichiarato che i giudici erano parte attiva di un complotto per destituirlo.

 

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