Home Focus GUERRA COMMERCIALE: BRUXELLES RISPONDE ALL’ATTACCO DI TRUMP

GUERRA COMMERCIALE: BRUXELLES RISPONDE ALL’ATTACCO DI TRUMP

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“Se Donald Trump conferma le sue misura, in questo momento avremo tutto un arsenale”. Questo è quanto ha affermato il commissario europeo Pierre Moscovici, spiegando che il dispositivo messo a punto dalla Ue comprende diversi elementi, a partire dalle contromisure indirizzate verso “prodotti che vengono dalle circoscrizioni” repubblicane, “come le arance, il tabacco, come il bourbon”.

L’Unione Europea risponde in maniera piccata all’iniziativa del presidente americano sull’imposizione di dazi doganali su alcune merci di ampia esportazione come acciaio e alluminio. La decisione del Tycoon si è già, in realtà, ridimensionata. Secondo quanto riferisce il Washington Post,  Trump starebbe pensando di offrire a Canada e Messico uno stop temporaneo ai nuovi dazi sull’importazione di acciaio e alluminio, in previsione di nuovi accordi particolari in ambito Nafta (North America Free Trade Agreement), un patto di cooperazione economica che lega gli Stati Uniti a questi due paesi. “Ai nostri buoni amici a Nord e a Sud del confine, Canada e Messico, sarà data un’opportunità di negoziare un accordo di equo commercio per il Nafta” ha dichiarato in un’intervista a Fox Business il direttore del Nationanal Trade Council, principale organo di consulenza sui temi commerciali a disposizione del presidente degli Stati Uniti. Inoltre, rispondendo a rumors circa la volontà di Trump di esentare dai dazi alcuni paesi Ue (Regno Unito in particolare) il vice presidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen ha affermato che “il presidente Trump non può derogare uno Stato membro dell’Ue dal rialzo dei Dazi Usa su acciaio e alluminio, senza estendere automaticamente l’esenzione a tutti gli Stati membri dell’Unione europea”.

Da diverse ore i mercati e gli investitori stanno guardando con grande attenzione l’evolversi della situazione a Washington, dove ha fatto scalpore la decisione di Gary Cohn, principale consigliere economico di Donald Trump, di dimettersi dopo la controversa decisione del presidente Usa circa i dazi. Le borse europee partono in sostanziale equilibrio e, in in avvio di giornata, Francoforte ferma resta sui livelli di ieri, Parigi in rialzo dello 0,15%. In rimbalzo le borse asiatiche con sull’onda dell’indebolirsi di uno scenario di guerra commerciale con gli Usa, dopo l’annuncio di Trump su dazi all’import di acciaio e alluminio. A Hong Kong, l’indice Hang Seng ha guadagnato l’1,52% (457,60 punti) a quota 30.654,52; in Cina continentale, l’indice composito di Shanghai è salito dello 0,51% (16,74 punti) a 3.288,41.

Oltre le cifre sostanzialmente neutre dei mercati mondiali, la “rappresaglia” annunciata da Bruxelles nel caso il congresso degli Stati Uniti confermi l’imposizione dei dazi, permette di sottolineare un dato fondamentale, anche in rapporto alle elezioni italiane: solo una realtà allargata come l’Unione Europea, con un mercato unico, con una moneta unica e con una strategia economica unica, può strutturare una risposta coordinata ed efficace ad iniziative simili da parte di colossi finanziari come gli Usa (o la Cina). Con l’eventuale affermazione nello scenario politico di ogni stato membro di partiti euro-scettici, o comunque euro-critici, si verrebbe a creare un cortocircuito in questa capacità di rispondere in maniera corale agli attacchi stranieri. Economici, si intende.

L’Italia, in virtù dei risultati elettorali, non fa eccezione. Ragionando per assurdo, se il governo italiano avesse già rinegoziato la membership Ue dell’Italia, specialmente per quello che concerne l’economia, come avrebbe risposto Roma a quello che oggi si profila come il pericolo di una guerra commerciale scatenata da Washington?

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